Obiettivo

Garantire la pratica dell'agricoltura proteggendo gli ecosistemi e la produzione di foraggio da allevamento

Contesto

Il settore agricolo e l'attività pastorale sono direttamente interessati dagli effetti del cambiamento climatico: l'aumento delle temperature e la modifica del regime delle precipitazioni avranno impatti variabili sulla produttività vegetale e animale, in particolare in termini di arretramento (verso l'alto) del limite delle colture e di variazione delle condizioni di irrigazione (disponibilità quantitativa e variazione periodica).

Ogni strategia di azione sostenibile nel settore dell'agricoltura e dell'allevamento deve quindi puntare sulla definizione di scenari, sulla pianificazione e sull'organizzazione o riorganizzazione a medio termine delle aziende agricole valorizzando il mantenimento dell'equilibrio dinamico degli ecosistemi naturali e seminaturali delle Alpi e l'alta qualità dei prodotti.

Aspetti di governance

  • Promuovere la protezione, la valorizzazione e l'adattamento delle aree agricole, dei pascoli e degli allevamenti;
  • elaborare un piano di adeguamento per ridurre la vulnerabilità del settore agricolo, forestale e pastorale rispetto ai rischi attuali e futuri;
  • impegnarsi per raggiungere un equilibrio tra le colture di fronte alle nuove sfide;
  • valorizzare le azioni di sostegno all'agricoltura di montagna sottolineando la sua importanza in funzione dei servizi ecosistemici.

Aspetti normativi

  • Riesaminare i criteri di individuazione delle zone agricole e la loro regolamentazione tenendo conto del cambiamento climatico (ad es. utilizzare l'analisi delle vulnerabilità e delle nuove opportunità rispetto all'esposizione degli spazi agricoli al cambiamento climatico, garantendo, da un lato, la perennità delle aziende agricole e la qualità dei prodotti di montagna) e accelerare le procedure di approvazione;
  • garantire il corretto insediamento degli impianti che contrinuiscono all'attività agricola per limitare la frammentazione della zonizzazione agricola;
  • prevedere nella zonizzazione un perimetro di protezione delle zone agricole dato che il cambiamento climatico è attualmente incerto;
  • definire le azioni in funzione dei livelli di vulnerabilità degli spazi agricoli e attribuire loro una priorità d'intervento;
  • identificare e salvaguardare gli ecosistemi vulnerabili rispetto ad un'agricoltura in espansione;
  • rafforzare la protezione degli spazi agricoli e naturali in ambiente periurbano;
  • prevedere norme per preservare e ripristinare la copertura vegetale delle zone sensibili;
  • preservare le zone umide che rappresentano importanti riserve d'acqua in caso di siccità e che sostituiranno in modo vantaggioso i nevai;
  • preservare e valorizzare la coltivazione di frutteti e viti;
  • favorire e promuovere lo sviluppo di nuove colture (come ad esempio l'orticoltura, le erbe medicinali, i piccoli frutti).

Aspetti tecnici

  • Elaborare una nuova strategia sulle modalità di gestione delle aziende agricole, ad esempio:
    • l'agrosilvicoltura che punta a rafforzare, attraverso gli alberi, la resistenza dei sistemi agricoli agli impatti del cambiamento climatico, attraverso l'aumento e la diversificazione della produttività agricola e quindi l'ammortamento delle perdite di produzione legate alle condizioni meteorologiche. Inoltre, alberi e arbusti possono frenare gli effetti di eventi meteorologici estremi, prevenire l'erosione, stabilizzare il suolo e aumentare il tasso di infiltrazione;
    • l'agroecologia che punta ad ottimizzare le interazioni biologiche e llos fruttamento agricolo, a controllare l'erosione del suolo e a gestire le risorse idriche (mantenendo o aumentando la redditività economica, migliorando il valore aggiunto delle produzioni e riducendo il consumo di energia, acqua, fertilizzanti, prodotti fitosanitari e medicinali veterinari);
    • la diversificazione, la rotazione o addirittura lo spostamento delle colture in quota ;
    • l'uso di varietà più resistenti al calore e alla siccità.

  • Elaborare una nuova strategia sulle modalità di gestione degli alpeggi, come ad esempio:
    • verificare il mantenimento dell'equilibrio tra la ricchezza specifica dei pascoli d'alpeggio e la pressione del bestiame rispetto al cambiamento delle condizioni fisiche dell'ambiente e, se necessario, definire o ridefinire i piani dei pascoli;
    • recuperare le acque meteoriche (nei siti che soffrono di scarsità d'acqua o soggetti a prosciugamento);
    • realizzare opere (raccolta delle acque, serbatoi, condotte e serbatoi a galleggiante) parsimoniose e rispettose degli ambienti acquatici per migliorare la raccolta e l'accesso alle risorse idriche;
    • prevedere la condivisione delle attrezzature tra attività diverse, come ad esempio tra i comprensori sciistici e le attività pastorali (es. i bacini idrici in quota, grazie al raddoppiamento dei condotti di adduzione, potrebbero essere utilizzati anche durante l'estate).

Punti deboli e opportunità

Schede delle buone pratiche già adottate

Buone pratiche già adottate

Obblighi per l'attuazione in Valle d'Aosta

Aspetti di governance

Fare riferimento al quadro delle politiche agricole della regione e completare il nuovo PSR (Programma di sviluppo rurale) con gli orientamenti strategici citati negli «aspetti di governance» dell'azione.

Aspetti normativi

I Comuni prevedono di inserire la possibilità di realizzare le opere e gli interventi necessari contenuti negli aspetti normativi dei loro piani di sviluppo e in particolare:

  • prevedono, per l'aggiornamento del piano regolatore, di rivedere la classifica delle superfici agricole (zonizzazione) in funzione delle mappe a disposizione e delle nuove evoluzioni.

Aspetti tecnici

Integrare il piano regolatore con gli orientamenti strategici citati negli «aspetti tecnici» della descrizione dell'azione.

Raccomandazioni per l'attuazione in Vallese

Questa azione non è pertinente per i comuni del Vallese anche se coincide con varie schede del piano direttore cantonale, in particolare le schede A.1. «Zone agricole», A.2. «Superfici di rotazione», A.4. «Miglioramenti strutturali», A.5. «Zone degli alpeggi, delle frazioni e di mantenimento dell'habitat rurale» e A.7. «Estensione della foresta». In effetti, la politica agricola è essenzialmente di competenza del Cantone e della Confederazione e i comuni hanno un margine di manovra relativamente limitato nel settore e devono applicare le decisioni e le legislazioni federali e cantonali (delimitazione delle zone agricole, tutela delle superfici di rotazione, lotta ai terreni incolti, adeguamenti strutturali...).

Tuttavia, in un contesto in cui il reddito agricolo dipende sempre più dallo sfruttamento delle superfici secondo criteri e obiettivi fissati dalla Confederazione, anziché dalla produzione (pagamenti diretti), in cui le superfici agricole coltivate, le costruzioni e gli impianti agricoli tradizionali hanno un grande valore paesaggistico, ecologico e culturale, i comuni possono svolgere un ruolo importante sostenendo gli agricoltori nelle loro iniziative per diversificare le loro attività (ad es. produzione energetica, produzione e vendita di prodotti locali, artigianato, prestazioni dell'agriturismo) e per mantenere e valorizzare le costruzioni agricole tradizionali esistenti. I comuni possono quindi, da soli o in collaborazione con altri comuni, elaborare un progetto di sviluppo regionale (PSR) per stabilire provvedimenti di miglioramento strutturale e adattare di conseguenza i loro piani regolatori e i loro regolamenti comunali.

Si può anche sottolineare che l'associazione Agridea, con il sostegno dell'Aiuto svizzero ai montanari, ha recentemente pubblicato un catalogo di misure e di pratiche agricole che permettono di garantire il mantenimento di una produzione agricola, soprattutto nell'agricoltura di montagna, anche senza irrigazione. Questi provvedimenti sono allineati a questa azione (rotazione delle colture, specie adatte alla siccità, ...). Ha inoltre redatto 5 ritratti di alpeggi che hanno sviluppato soluzioni innovative per l'approvvigionamento idrico che possono essere rilevanti per i comuni di montagna in un contesto di cambiamento climatico.

Documenti e link utili

Piano regolatore cantonale:

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